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Italiano
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Published:
2014-10-22
Updated:
2014-10-24
Words:
5,337
Chapters:
2/?
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247

Odi et Amo.

Summary:

Louis sorrise nel sentire i tre fischi dell’arbitro che segnavano la fine della partita. Era solamente la sesta giornata del campionato, ma la Juventus aveva già battuto un record: avevano raggiunto le 30 vittorie consecutive in casa, superando qualsiasi altro record nel campionato italiano.
*
Qualche ora più tardi, qualche migliaio di chilometri più a nord, Harry Styles cercava di sbirciare cosa stava combinando Liam Payne sul suo telefono.
“Eddai Leeyum, cosa stai guardando?” chiese, sporgendosi ancora di più oltre la spalla dell’amico, che prontamente lo scansò.
“Sto guardando Instagram, Harry, smettila di curiosare. E' una foto di Louis Tomlinson. E’ un calciatore della Nazionale, e anche abbastanza famoso. Gioca in Italia al momento, alla Juventus.”
“Ah.” Mormorò Harry. “Devo dire che non mi spiace, non mi spiace affatto.” disse a Liam, un sorrisetto compiaciuto in volto.
*
Football!AU.
Louis gioca a calcio nella Juventus, e Niall con lui.
Harry fa parte della band più famosa del mondo, i One Direction, con Liam e Zayn.

Chapter 1: He's in the class A Team.

Chapter Text

“Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. 

 

Nescio, sed fieri sentio et excrucior.”

 

 

“Odio e amo. Per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai. 

 

Non lo so, ma sento che accade, e mi tormenta.”

 

 

Catullo, Carme 85

 









 

 

Capitolo I: "He's in the Class A Team"

 

 

 

Louis sorrise nel sentire i tre fischi dell’arbitro che segnavano la fine della partita. 

Avevano vinto ancora una volta, per un risultato di 3-0 contro l’Inter; ad aumentare la sua felicità  era essere l’autore di due dei tre goal realizzati.

Allungò la mano per dare il cinque a Fernando Llorente, suo compagno di squadra, nonché autore dell’ultimo goal. 

Nel mentre tutti i compagni li raggiunsero, e si riunirono in un abbraccio di squadra, ognuno con un sorriso specchio di quello degli altri. Li raggiunse anche Pavel Nedved, il loro allenatore e insieme formarono la solita fila per andare a saltare sotto la curva, dove i tifosi più fedeli esultavano per la vittoria, acclamando i loro nomi mentre le ultime note dell’inno della Juventus risuonavano nello stadio. 

Era solamente la sesta giornata del campionato, ma la Juventus aveva già battuto un record: avevano raggiunto le 30 vittorie consecutive in casa, superando qualsiasi altro record nel campionato italiano. Inoltre, era la sola in vetta alla classifica, staccando di quattro punti il Milan.

Fecero l’ultimo paio di metri di corsa, e poi con un bel balzo cercarono di esprimere tutta la gioia e l’adrenalina che una vittoria così importante ti potevano dare. 

Quando atterrò Louis si avvicinò alla curva, e togliendosi la maglietta, la lanciò ai tifosi in prima fila; non era un gesto che faceva spesso, ma era bello sapere che una cosa così semplice poteva fare la felicità di un tifoso. 

Mentre si girava per dirigersi verso gli spogliatoi, vide il loro portiere, Gianluigi Buffon, che alzava il pollice verso di lui, e gli sorrideva. Louis corse ad abbracciarlo, mentre anche Leonardo Bonucci, il loro difensore dal cuore d’oro, faceva lo stesso, e insieme entrarono negli spogliatoi.

 

 

*

 

 

Nella piccola stanza continuarono la festa, facendo rumore, saltando e ridendo, esultando per una buona mezzora, finché Nedved non rientrò negli spogliatoi intimando loro di cambiarsi e prepararsi a tornare alle loro case.  

“Signorsì signor capitano!” rispose Arturo Vidal, mettendosi dritto in piedi e alzando la mano a fare il saluto militare diretto a Nedved, che roteò gli occhi.

Tutti nello spogliatoio risero, finché un paio di pantaloni appallottolati non finirono dritti in faccia ad Arturo, provenienti da Alessandro Del Piero, che lo guardava con le mani sui fianchi.

“Guarda che per ora, il capitano qui sono ancora io. Lui devi chiamarlo Signor Allenatore.” disse, facendo scoppiare a ridere di nuovo tutta la squadra.

Louis si diresse verso il suo capitano, mettendogli un braccio intorno alle spalle.
“Capito squadra? Mai far arrabbiare il capitano, o potreste ritrovarvi sulla faccia un paio di pantaloncini sudati tenuti addosso per novanta minuti.” 

Arturo impallidì nel sentire la frase di Louis, e si affrettò a lasciar cadere i pantaloni.

Con un’altra risata, la squadra finì di cambiarsi, e lasciò lo stadio. 

 

 

 

*

 

 

 

Louis ci mise quaranta minuti a tornare nella sua casa in centro Torino, e dopo aver parcheggiato la Jeep in garage, salì le scale della villa e entrò nel soggiorno, chiudendosi la porta alle spalle. 

Lasciò cadere le chiavi della macchina e dell’appartamento sul mobile vicino alla porta, e si tolse la giacca, appendendola nell’armadio dell’ingresso. 

Si tolse poi le scarpe, e si diresse a piedi scalzi verso la camera da letto, dove si lasciò cadere sul letto a peso morto. 

Rimase per un po’ a fissare il soffitto, perso nei pensieri della partita, a cercare dove aveva commesso degli errori e dove invece aveva lavorato bene.

Poi prese il suo cellulare, e come di consuetudine, caricò una foto della partita sul suo social network preferito, Instagram. 

Aggiunse un commento, e un attimo dopo la fotografia era online.
 


Sorridendo allo schermo, Louis chiuse l’applicazione e posò il cellulare sul letto, alzandosi per cambiarsi; si tolse l’abito elegante, e indossò un semplice paio di pantaloni della tuta e una maglietta. 

Si diresse poi in cucina, affamato. Aprì il frigorifero e sbuffò, trovandolo quasi vuoto. 

Pensò di ordinarsi una pizza, ma poi riflettè quanto fosse triste mangiare una pizza da solo, e tornò in camera per recuperare il telefono e chiamare Niall, suo migliore amico e compagno di squadra, e invitarlo a raggiungerlo. 

Sbloccò il telefono, trovandosi lo schermo pieno di notifiche di likes da Instagram, ma fu colpito da un nome in particolare. Incredulo, aprì l’app per controllare meglio, e constatò che non si era sbagliato. 

Tra il numero esorbitante di likes alla sua foto, compariva quello di Liam Payne. 

 



Louis boccheggiò per un attimo continuando a fissare lo schermo, incredulo.

Liam Payne, membro della band più famosa del mondo, i One Direction, aveva messo mi piace ad una sua foto. Ah. No, Louis non stava bene. 

Fece lo screen alla notifica, in modo da poterla salvare nella sua galleria, poi compose il numero di Niall. 

Più i secondi scorrevano e più Louis sbuffava perché l’irlandese era dannatamente lento a rispondere. Poi: 

“Tommo the Tommo!” esclamò Niall dall’altra parte del telefono. “Che..”

Louis lo interruppe subito. “NO NIALL! Porta il tuo culo qui subito!” ordinò. 

Niall cercò di parlare. “Ma..”

“NO!” 

“Lou-“

“ORA!” 

“Perc-“

“NIALL MUOVITI!”

“Okay okay, quanta furia. Arrivo, arrivo.” si arrese Niall. “Dammi 10 minuti.” 

Louis annuì. “Bene. Passa a prendere due pizze mentre vieni qui.” 

“Qualcos’altro, Tomlinson?” sbuffò Niall. 

“Na, solo tu e le pizze tra 10 minuti. A tra poco.. 9 minuti.” 

Niall per tutta risposta riagganciò, per ritrovarsi davanti alla porta dell’appartamento di Louis dopo pochi minuti, due cartoni della pizza in mano.

 

 

 

*

 

 

 

 

“Quindi il tuo membro preferito della tua band preferita ha messo mi piace alla tua foto su Instagram. E quindi?” chiese Niall, addentando la sua pizza, che aveva semplicemente ripiegato su se stessa, senza preoccuparsi di tagliarla. 

Louis lo guardò come se fosse impazzito. “E quindi? Niall, è Liam Payne! Che ha messo mi piace ad una mia foto!” 

Il biondo roteò gli occhi, masticando la sua pizza. “E’ normale Louis. Sarà tifoso di calcio.”

“Come il 90% della popolazione mondiale maschile, Niall. Ma è lui che ha messo mi piace ad una mia foto. E per la cronaca, non è il mio preferito.” 

“Ah già, dimenticavo la tua cotta assurda per il riccio.”

“Harry Styles, Niall. Impara i nomi una buona volta.” 

Niall mangiò gli ultimi resti della sua pizza senza degnarlo di risposta, poi alzò lo sguardo verso di lui. “Parliamo di cose importanti. Hai già ricevuto notizie dalla convocazione per la Nazionale?” 

Louis scosse la testa, gli occhi che si intristivano. “No, non ancora. Sto aspettando - e l’attesa mi uccide.” 

Niall gli diede una pacca sulla spalla. “Capisco amico. Io non sono stato convocato. Se solo non fosse stato per l’infortunio che mi ha tenuto fermo sei mesi, avrei giocato gli Europei, ma purtroppo per questa volta sono fuori dai giochi. Ma non importa, mi rifarò con i Mondiali.” 

Louis fece un sorrisino timido. “Vorrei pensarla come te. Ma io spero davvero in questa convocazione.” 

“Arriverà, vedrai. In fondo sei stato decisivo agli scorsi Mondiali, e stai facendo un ottimo campionato qui con la Juventus, come al solito.” disse Niall. 

E Louis si concesse di credergli stavolta. “Lo spero, amico. Lo spero davvero.” 

Niall gli sorrise, poi guardò nel suo piatto, vedendo che aveva avanzato quasi metà pizza. 

“Ehi, posso finirla quella?” 

 

 

 

 

*

 

 

Louis aveva appena finito di vestirsi per la partita di campionato che sarebbe iniziata tra poco, quando sentì il telefono squillare nella tasca del borsone. 

All’inizio pensò di ignorare la chiamata, concentrato sulla partita, e controllare solo una volta arrivato a casa il mittente, ma il telefono continuava a squillare incessantemente. 

“Eddai Tommo, rispondi, o quella suoneria orribile che ti ostini a tenere mi farà andare in bagno a vomitare. E non è il massimo prima di una partita.” sentì dire dal posto vicino al suo sulla panca. 

Louis alzò lo sguardo solo per fulminare un divertito Leonardo Bonucci con un sorrisetto stampato in faccia; Bonnie si divertiva a prenderlo in giro per i suoi gusti musicali, i suoi gusti nella moda, nel cibo, nelle relazioni.. non che Louis avesse una relazione, anzi. Era molto tempo che era solo. E non che Bonnie giocasse nella sua stessa squadra - beh, letteralmente sì, ma lui era sposato con due figli. Solo, si divertiva a criticare i partner occasionali di Louis e affibbiargli strani soprannomi. 

“E’ per caso Occhi da triglia?” continuò il difensore, cercando - invano - di trattenere le risate, riferendosi all’ultima conquista di Louis.

Il ragazzo sbuffò, alzando gli occhi al cielo. “Prima di tutto, Bonnie caro, la mia suoneria è Midnight Memories, una delle ultime hit della mia band preferita - e sai che mi scoccia che tu la critichi, quando, nelle occasioni in cui sei in macchina con me, canti a squarciagola le loro canzoni. Secondo, Andrea..” 

“Occhi da triglia.” lo corresse Bonnie.

“..non ha nemmeno il mio numero.” finì Louis fingendo di ignorare il commento. 

Nel frattempo il cellulare continuava a squillare, e Louis anziché rispondere si divertiva a vedere Bonnie che si sbellicava dalle risate.
“Ti muovi a rispondere o devo iniziare a cantare?” chiese quest’ultimo. “Conosci bene le mie scarse doti canore..”

Louis alzò le mani. “Fermo! Non osare! Rispondo, rispondo!” disse frettolosamente, per paura di ritrovarsi con qualche problema di udito in seguito alla performance di Bonnie. 

Aprì la tasca del borsone e ne estrasse il cellulare, leggendovi un numero sconosciuto. 

Premette finalmente il tasto di risposta. “Si?”

“Louis Tomlinson?” si sentì chiamare. 

“In persona”, rispose lui.

“Ciao Louis, sono Josep Guardiola. Immagino tu mi conosca, e immagino che tu sappia anche che sono il nuovo allenatore della Nazionale inglese.” 

Louis rimase pietrificato. Ah. Quindi era giunto il momento della verità.

“C-certo che so chi è. La ringrazio per la chiamata.” 

“Ah, non ringraziarmi ancora, ragazzo. Come sai, dopo la figuraccia che l’Inghilterra agli scorsi Mondiali, hanno voluto qualcuno che fosse in grado di recuperare una squadra a pezzi e riportarla in alto. E’ vero che è la mia prima esperienza come allenatore di una nazionale, ma è anche vero che ho lavorato con i migliori club in Europa. Voglio affrontare quest’avventura, e uscirne a testa alta, con ogni vittoria possibile. E’ per questo che voglio creare una squadra unita, dei legami tra allenatore e ogni singolo calciatore. Per questo stiamo sostenendo questa chiacchierata io e te, e non ti sto facendo comunicare la notizia dal tuo manager. Voglio che non ci siano ostacoli tra me e i miei ragazzi, perché è solo con fiducia e rispetto che riusciremo a comprenderci meglio e ottenere  i risultati migliori.” 

Guardiola si interruppe per qualche secondo, il tempo di permettere a Louis di rilasciare il fiato; non si era accorto di trattenerlo. Era.. ammirato. 

Poi l’allenatore riprese il discorso. “Come ho detto all’inizio, l’Inghilterra ha fatto una pessima figura ai Mondiali 2014. Eppure, alcuni calciatori sono riusciti a distinguersi ugualmente. Tu, ad esempio. Hai segnato 6 delle 8 reti che l’Inghilterra ha segnato nelle tre partite dei gironi iniziali. Ed eri già stato essenziale nelle qualificazioni. Non dimostravi mai stanchezza in campo, e hai spronato la squadra fino all’ultimo, pur non essendone il capitano. Hai dimostrato di essere un guerriero, Louis, e queste sono doti che io apprezzo molto. Inoltre, sto seguendo i tuoi campionati con la Juventus e vedo che anche lì ti sai far distinguere. In più, devo dire che amo il clima che circonda la vostra squadra. Sembrate un gruppo di amici che gioca insieme per divertimento, non solo una squadra che lotta per il titolo, e questo è degno di lode. 

Ti sto dicendo questo per dirti che voglio che tu faccia parte del mio progetto per ricostruire la Nazionale inglese.” 

Louis per poco non si mise a piangere, posandosi una mano sulla bocca, mentre Bonnie lo guardava confuso. 

“Sono onorato delle sue parole, mister.. se posso già chiamarla così.” rispose Louis.

Guardiola rise. “No, non puoi. Devi chiamarmi Bep, e darmi del tu. Essere amico dei miei calciatori è una delle mie prime regole.”

Louis annuì, anche se consapevole del fatto che il suo interlocutore non poteva vederlo attraverso la chiamata. “Si, Bep, sarei onorato di far parte della squadra.”

“Perfetto!” rispose l’allenatore. “Ti farò sapere quando vorrei che tenessimo il primo incontro. Ovviamente terrò conto dei tuoi impegni di campionato e Champions. Ah, buona fortuna per l’imminente partita contro lo United la settimana prossima. A presto, Louis.” 

“A presto, e grazie.” disse Louis, terminando la chiamata. 

Bonnie era in piedi davanti a lui, un sorriso in faccia. “E’ successo quello che penso? Quel “Bep” con cui stavi parlando era davvero Josep Guardiola?” chiese, emozionato. 

Louis annuì, un enorme sorriso che si allargava piano piano sul suo viso. “Sì, Bonnie. Sono nella Nazionale!” 

Il difensore non aspettò un secondo di più ad abbracciarlo e trascinarlo con sè verso il resto dei loro compagni. “Ragazzi tutti qui! Festeggiamo! Tommo è stato convocato!” urlò a tutti, mentre Louis si appoggiava a lui e rideva, pieno di felicità.

“Cosa è tutto sto baccano? Non dovreste essere già in fila per entrare in campo?” chiese Pavel Nedved, entrando nella stanza. 

“Misteeeer, Louis è stato convocato! Sarà ancora in Nazionale!” urlò felice Niall. 

Pavel rivolse uno sguardo orgoglioso a Louis. “Sono molto contento per te, Louis. Ma ora ragazzi, abbiamo una partita da giocare. Quindi sbrigatevi a portare i vostri fondoschiena fuori su quel campo!” 

 

 

 

*

 

 

 

Qualche ora più tardi, qualche migliaio di chilometri più a nord, Harry Styles cercava di sbirciare cosa stava combinando Liam Payne sul suo telefono. 

“Eddai Leeyum, cosa stai guardando?” chiese, sporgendosi ancora di più oltre la spalla dell’amico, che prontamente lo scansò. 

“Sto guardando Instagram, Harry, smettila di curiosare.” 

“E se stai solo guardando la bacheca che problemi ti da se io guardo con te?” ribatte Harry. 

Liam sbuffò, smettendo di divincolarsi, e lasciando guardare l’amico. 

“Ma non voglio sentire nessun commento, chiaro?” 

Harry mise le mani a croce sulle labbra, appoggiando poi il mento sulla sua spalla e fissando lo schermo del cellulare.

Dopo qualche foto, Liam sussultò e si soffermò su una foto in particolare. 

“Beh?” chiese Harry. “Ti sei incantato?” 

“Harry, è una foto di Louis Tomlinson.” spiegò Liam.



“Chi?” 

Liam sbuffò ancora. “Louis Tomlinson, Harry. E’ un calciatore della Nazionale, e anche abbastanza famoso. Gioca in Italia al momento, alla Juventus.” 

“Ah.” Mormorò Harry. “Dimmi il nome di Instagram che me lo vedo dal mio cellulare, và.” 

Liam glielo disse, e Harry aprì l’applicazione, cercando il calciatore che tanto ossessionava Liam. 

Lo trovò subito, e iniziò a sfogliare le sue immagini. Beh, interessante. 

“Devo dire che non mi spiace, non mi spiace affatto.” disse a Liam, un sorrisetto compiaciuto in volto. “Capisco perché ti piaccia tanto.” 

Liam lo fissò, un sopracciglio inarcato. “Harry. Non mi interessa in quel senso, credo solo che sia un grande calciatore, lo ammiro come un tifoso di calcio ammiri un grande campione.” 

“Certo, certo.” rispose Harry. “Io lo trovo figo.” aggiunse, e senza pensarci più di tanto, ciccò il tasto “Segui”. 

Liam notò il gesto. “Ehi! Cosa fai?” 

Harry scrollò le spalle. “Seguo un gran bel ragazzo su Instagram. Non posso?” 

Dall’altro lato della stanza, Zayn Malik, terzo componente della band, era sdraiato su un divanetto, un cuscino sulla faccia. 

Alzò il cuscino e diede loro un’occhiataccia. 

“Bambini, deponete le asce di guerra. Qui c’è qualcuno che cerca di dormire.” 

Con una risata, Harry tornò a sfogliare il profilo Instagram di Louis Tomlinson, Zayn tornò a dormire e Liam a sbuffare. La normalità, insomma.






*****




Hey! 
Ebbene sì, eccomi qua per la prima volta su Ao3! Se volete cercarmi ho un profilo anche su EFP: YoumovemeKlaine.
In questo caso sono stata motivatissima a scrivere poichè ho unito due delle mie più grandi passioni: i Larry, e in generale i 1D, con la mia passione per il calcio e la mia squadra, la Juventus. 
Vi avviso che l'aggiornamento arriverà tra una settimana!
Ringrazio inoltre Vale, la mia beta, consigliera, la Egghead della mia Shakira, con cui è nata l'idea di questa ff. Love u Egghead. 

Il titolo del capitolo è un verso di "A Team", di Ed Sheeran.

A presto!